The FABulous Place

You can tell me it’s wrong but I love wine, women and song

C’mon! Here I am, here we are!

Giugno 13, 2008 Scritto da Fab

I Juliet Kiss sul gran finale del concerto di ieri…

Yeahhhhhhhhhhhhhh!!! Hello!!! Here I am! Here we are, we are one. I’ve been waiting for this night to come…
Get up!

Mentre gli operai irlandesi, senza avere la minima cognizione di causa (probabilmente convinti di ottenere vantaggi salariali), stanno votando no al Trattato di Lisbona, non mi resta che consolarmi ripensando al gran bel concerto dei Juliet Kiss ieri a Raldon (e buonissima la pizza). Fantastici. La musica è un gioco, un gioco fantastico (wanna play rock’n'roll? Spielst du Gitarre?) ed è fatta per DIVERTIRSI, secondo me, come non mi stancherò mai di dire.
Anyway, devo segnalare qualche piccola sistematina al sito apportata dal capo: la pagina video finalmente funziona e ci sono video random miei, inoltre finalmente ho aggiornato la home page con il video e personaggio of the week. Check it out perchè ho intenzione di aggiornare molto spesso i video perchè c’è bisogno di questi video, trust me.

Che altro? Quando si sta bene si ha voglia di stare bene, di tranquilla shallezza, per usare una tautologia. Forever travelling! (Bisogna ridere di ciò che ci piace, altrimenti non è più finita…uahuahuha che paiassi).

The devil sings the blues

Giugno 9, 2008 Scritto da Fab

Che per me Joey Tempest rappresenti una sorte di “eroe buono”, lo si sa. Il cantante buono e delicato, l’alter ego di Damiano Cunego. Grandi Europe. Una delle band più sottovalutate di sempre. Condannati dai “rockers” per il loro look modaiolo che avevano negli anni ‘80 e per le loro hit da classifica. E ignorati da chi ama i gruppi piccini piccini che fanno le loro canzoncine così reali e piene di real life e cazzate varie. Ho sempre amato (e non sono l’unico) l’apertura musicale, la classe, la professionalità, la dedizione di questa band. Ancor’oggi siete qui (vedi video sotto), in apparenza diversissimi rispetto a 20 anni fa, in realtà molto simili.

Since I’ve been loving you (Led Zeppelin)

Non è facile cimentarsi con un pezzo dei Led Zeppelin. E’ difficilissimo non rovinare tutto quando si suonano canzoni come Since I’ve been loving you, caratterizzate in maniera indelebile dal timbro vocale unico di Robert Plant (lui stesso dal vivo fatica a stare dietro alla sua versione in studio). Quando dei musicisti, già grandi e famosi di loro, decidono con umiltà di proporre una canzone che magari li ha avvicinati alla musica, rischiano di fare una brutta figura perchè tutti hanno in mente la versione originale. Bisogna cercare di farla “a modo proprio”, certo, ma il miracolo avviene quando ci si avvicina con rispetto alla cover, si cerca di capire qual è la sua “anima” musicalmente parlando, l’atmosfera che la attraversa. E’ come una risposta che si da all’autore originale, ci vuole rispetto per il senso della canzone, ci vuole competenza musicale ma anche personalità.

Wish you were here (Pink Floyd)

Per chiudere un pezzo recente degli Europe (che vedrò di nuovo dal vivo il 23 luglio, insieme ai Whitesnake)..devil sings the blues. Grandi Europe, grazie per la classe, grazie per la vostra fantastica bravura, grazie per la lezione. L’approccio che ho verso la musica dipende tantissimo da gruppi come voi, o come i Queen. “And my arms are open…and my faith is open…tonight the devil sings the blues”

Devil sings the blues (Europe)

Caaaaaaaarrieeee, Caaaaaaaarrieeee

Maggio 18, 2008 Scritto da Fab

Le grandi ballate melodiche sono fatte per essere cantate a squarciagola, in macchina. Scendendo giù da Romagnano. Queste sono le tre condizioni necessarie: canto corale, macchina, Romagnano. E la regina delle ballatone melodiche ottantiane è ovviamente Carrie degli Europe. Dovevamo provarci. Un paio di mesi fa decidemmo dunque di tentare il “Carrie singalong experiment”, e ci autoinvitammo in una festa di boari gay (non sto scherzando) in una casa da qualche parte sui monti fra la Val Pantena e la Val Squaranto. Al ritorno, mentre il Gugo, esperto di lercie strade montane, ci faceva strada con la sua Lancia Y insieme al Zumi, noi a ruota sulla Yaris abbiamo realizzato il nostro experiment. Si noti che diciamo Terry invece che Carrie perchè quando ci sta ci sta.

P.S. se non siete esperti di Carrie, potete allenarvi direttamente da casa vostra, prima di tentare anche voi la discesa canterina da Romagnano, con questo simpatico Karaoke giapponese, che vi permetterà di diventare dei numeri1 contornando i vostri allenamenti con rilassanti immagini e ambientazioni tutti giapponesi.

So keep on walkin’; that road and I’ll follow

Marzo 27, 2007 Scritto da Fab

Con qualche giorno di ritardo vorrei ricordare anche io il 50° anniversario della firma dei Trattati di Roma. Tutto quello che ha a che fare con il processo di unificazione europea mi sta moltissimo a cuore e forse in futuro ne parlerò in modo più approfondito. Per ora vorrei limitarmi a ricordare tutti quei pensatori contemporanei che ben prima del 1957 avevano sognato un’Europa unita, in opposizione alla logica del giuspositivismo anti-internazionalista che ha portato all’affermazione dei nazionalismi sul nostro continente. Si tratta di uomini spesso da compatire, a volte ignorati, a volte celebrati in vita salvo poi essere smerdati appena morti. State tranquilli dunque che non è un post del tutto serioso. C’è innanzitutto Saint-Simon, poi brutalmente segato da Marx, c’è il buon vecchio Mazzini, che aveva già idee più chiare (ma che se vai a farci due passi nella sua via ci trovi i marocchini :cit:), c’è quel pirlotto di Trotskji (il quale, come Bertinotti ha potuto constatare, non passa mai di moda), profeta degli “Stati Uniti Repubblicani d’Europa”, c’è anche quel poveraccio di Benedetto Croce, che nella sua vita non ne ha mai azzeccata una, ci sono Rossi e Spinelli, che nel 1941 stesero il Manifesto del Movimento Federalista Europeo. I loro pensieri e progetti spesso erano fantasiosi, tipo il mio progetto di annettere Padova alla Repubblica di San Marino, ma facevano tutti parte di un grande sogno che alla fine si è avverato. E a tutti questi signori, con tutto il mio affetto, dedico una canzone..degli Europe. Perchè loro in vita avranno toppato, ma I’m not Superstitious, e mi piacerebbe che il loro sogno continuasse a vivere. So keep on walking that road and I’ll follow.

P.S. dove lo trovate un altro personaggio che dedica una canzone degli Europe che parla di amore/sesso a degli utopisti morti da anni? Coz It’s Fabbbbboulous