The FABulous Place

You can tell me it’s wrong but I love wine, women and song

Obama’s victory speech

Novembre 5, 2008 Scritto da Fab

Ecco il discorso che Obama ha tenuto ieri sera davanti a 70mila persone a Chicago, dopo aver appreso di aver vinto le elezioni. Insieme al discorso che terrà al momento dell’investitura, penso che questo andrà nei libri di storia. Enjoy.

If there is anyone out there who still doubts that America is a place where all things are possible; who still wonders if the dream of our founders is alive in our time; who still questions the power of our democracy, tonight is your answer.

It’s the answer told by lines that stretched around schools and churches in numbers this nation has never seen; by people who waited three hours and four hours, many for the very first time in their lives, because they believed that this time must be different; that their voices could be that difference.

It’s the answer spoken by young and old, rich and poor, Democrat and Republican, black, white, Hispanic, Asian, Native American, gay, straight, disabled and not disabled - Americans who sent a message to the world that we have never been just a collection of individuals or a collection of Red States and Blue States: we are, and always will be, the United States of America. Read the rest of this entry »

Bisogna dirlo. Non è banale. Non è una storiella superificiale. Certamente è commovente, è emozionante, le immagini che stanotte sono arrivate da Chicago sono un qualcosa che nessuno avrebbe mai creduto di poter vedere. Queste cose negli Stati Uniti funzionano, sono sostanza, e dietro alla sostanza delle immagini ci sono delle idee, dei programmi, che non sono affatto meno interessanti dell’immagine. La sostanza che sta dietro l’immagine forse può stupire. Eppure c’è. E sono convinto che ce ne accorgeremo, scoprendo che siamo solo noi quelli che quando si cambia, è per far sì che tutto resti come prima. Un bellissimo risveglio, stamattina. Grazie America.

Prato della Valle

Ottobre 31, 2008 Scritto da Fab

Un posto magico. All’inizio non mi piaceva molto, ma ora devo dire che l’adoro. Un enorme spazio fruibile, una piazza tutta da “usare”. D’estate e primavera ci si può sedere sull’erba, come nei parchi inglesi. Intorno al perimetro verde, c’è gente che pattina e corre. C’è un vero e proprio percorso, con le misure segnate, come se fosse una pista vera. Ci ho corso ieri e me ne sono innamorato, si va davvero veloci, poi ieri sera la piazza era uno spettacolo, coi palazzi illuminati e il cielo al crepuscolo pieno di nuvole nere.
Questa piazza per me è uno dei luoghi più belli d’Italia.

L’ultima sosta di Achille

Ottobre 25, 2008 Scritto da Fab

Penso di avere, in passato, già detto che per me LA canzone, in assoluto, è Achilles Last Stand dei Led Zeppelin. E che chi non capisce gli ultimi Led Zeppelin (1975-1979) non capisce i Led Zeppelin. Comunque, l’ho appena riascoltata dopo un pò di tempo che non lo facevo, durante una classica serata al computer. Devastante, un pezzo di una bellezza fantastica. Carico di ricordi, per me, estremamente significativi. Le cazzate geografiche, la luce dell’est, il liceo, l’hard rock, il viaggio…un assolo (il più bello di sempre) di cui ogni tanto, pur avendo messo la chitarra da parte, abbozzo sempre le note iniziali. C’è tutto, qui, è incredibile. Una canzone che non è legata a nessun aneddoto, a nessun riferimento testuale (a differenza di molte altre “canzoni della vita”). E’ legata a tutto, c’è sempre, come le tanto famose mattinate di sole invernale. Ed è EAST. Le mie cazzate geografiche! Grazie Jimmy Page.

Una cosa che dovrebbe interessare tutti

Ottobre 23, 2008 Scritto da Fab

La mitragliata sull’università che si concretizzerà giovedì prossimo con l’approvazione della Finanziaria è una porcata di dimensioni colossali. Fra questo “taglio” che arriva con la finanziaria, e il decreto 133 approvato d’estate, si avranno tre conseguenze disastrose. 1) Verranno tagliati un miliardo e 500 milioni di investimenti all’università, indiscriminatamente, senza distinguere fra atenei “virtuosi” e non. 2) Si sollecitano le università a diventare fondazioni private, vincolate a fondi privati che per ora nessun imprenditore pare disposto a tirare fuori. E se anche lo facesse, di certo la ricerca e l’insegnamento delle università pubbliche saranno vincolate agli interessi di chi finanzia, perchè lo stato conta di ritirare progressivamente i pochi soldi che ora offre.  3) Infine si blocca il turnover: per ogni 5 docenti universitari che vanno in pensione, solo uno nuovo potrà essere assunto. Chi fa ricerca nell’università (per prendere, attualmente, uno stipendo pari a un terzo di quello di un idraulico) non ha futuro in Italia.

Non è vero, come dicono, che si vanno a colpire gli sprechi. Gli sprechi non si colpiscono tagliando indiscriminatamente, senza distinguere fra facoltà che risparmiano e facoltà che sperperano, anche se avere i conti in pari con i pochissimi soldi che vengono ad oggi investiti per l’università (0,92% pil)  è difficilissmo. Questi tagli vanno essenzialmente a colpire una cosa: il diritto allo studio, ovvero lo studio come diritto. Già in Italia siamo molto indietro per quanto riguarda borse di studio e benefici economici, ora si avranno effetti devastanti, perchè se gli atenei faranno fatica perfino a garantire il normale svolgimento dei corsi, il diritto allo studio diventerà inevitabilmente priorità secondaria.

L’università paga la crisi economica e il taglio dell’ici sulla prima casa dei cittadini più abbienti (perchè per i meno abbienti era già stata tagliata). Cittadini più abbienti che sono sempre più invogliati a scegliere università private per i loro figli, mentre chi non se lo può permettere RESTA FUORI dall’università di domani. La ricerca e la cultura, che devono formare i governanti di domani, vengono umiliate ed è scandaloso che si giustifichi tutto ciò con la storiella della guerra ai fannulloni, visto che non si fa nulla per premiare il merito, ANZI. L’università di Tremonti e Brunetta (visto che ci sono loro dietro ai tagli) sarà la più classista che si sia mai vista in Italia, dove l’elemento determinante non sarà affatto il merito.

Che non sia una protesta di parte, o faziosa, lo dimostra il fatto che per la prima volta nella storia recente a Padova tutte le componenti dell’università (docenti, studenti, presidi, personale tecnico, ricercatori) si siano ritrovati uniti nelle assemblee nel denunciare questo attacco all’università come gravissimo, incoerente e ingiusto. Abbiamo fatto degli sforzi per isolare quelle parti studentesche che ideologicamente vogliono fare solo casino e rispondono a parole d’ordine sessantottine, piuttosto inutili. Si tratta davvero di operare un’azione di contro-informazione perchè la porcata è davvero grande, ed è vergognoso che si parli di sprechi e poi di fatto si azzeri ogni riconoscimento di merito o prospettiva di riuscita per chi vuole fare ricerca nell’università o vuole rendersi competitivo sul mondo del lavoro.

Con questa porcata l’Italia si allontana definitivamente dall’impegno sottoscritto nel 2000 a Lisbona di arrivare nel 2010 ad investire il 10% del PIL nell’istruzione, in controtendenza con il resto d’Europa. Basta, dai.

Non c’entrano le barricate politiche. Chiunque può verificare che il pericolo è reale, e che le consuguenze riguardano il sistema paese, non certo solo il futuro di qualche ricercatore universitario.