The FABulous Place

You can tell me it’s wrong but I love wine, women and song

La stella

Novembre 29, 2008 Scritto da Fab

Tamarra, sì. Ma comunque, affetto.

Kiss tickets.

Febbraio 15, 2008 Scritto da Fab

Kiss tickets. Non quelli che volevamo, ma I think we can work it out presto. Dopo aver visto questo film, i Kiss Tickets sono I TICKETS.

//edit: Finalmente abbiamo risolto, ora è tutto perfetto!

Ebbene sì

Novembre 20, 2007 Scritto da Fab

La timida ripresa della mia attività sportiva, nell’ultimo mese, sta scombussolando il mio metabolismo che si era tarato sugli standards di un impiegato delle poste cinquantenne (non me ne vogliano i simpatici amici delle poste). In poche parole, c’ho sempre una fame bestia. Non oso immaginare cosa succederebbe se mi mettessi a fumare cannoni, penso che avrei la fame chimica più distruttiva del mondo. O forse l’effetto si annullerebbe, chi lo sa. Come dicevano gli stand, God only knows. In ogni caso, anche stavolta mia madre ha la soluzione. Ai tempi dell’olivello spinoso credevo si fosse toccato il fondo. Mi sbagliavo, c’è pure un piano sotto, un sottofondo, sotto le spoglie di un sottovuoto. L’ecospirulina. No, non è la nuova bambola della Mattel, è il “cibo del terzo millennio”, come annuncia trionfale l’etichetta. Tranquilli, non è doping. E’ praticamente un integratore alimentare biologico, ricavato dalle alghe, che contiene una dose sproporzionata di proteine vegetali. E’ disgustoso.

Altra notizia. Mi hanno fatto (ah ah) la tessera di allenatore del Gs Guarino. Commovente, nicht wahr? Quando sono a Verona, come ieri sera, posso allenarmi col Guarino e assistere il Gugo e lo Zumi (e il Lino, ovvio) nel loro compito di allenatori dei pirletti. Il Gugo si allena con loro, mentre lo Zumi viene in jeans e felpa e fa da supervisore ai lavori. All’allenamento di ieri abbiamo scoperto che il Gugo pesa 4-5 kg più di me. Non capivamo dove fosse il trucco, poi abbiamo capito che sono i suoi enormi glutei scultorei a fare la differenza. Ma con l’ecospirulina recupererò subito.

Sproloqui antiveronesi

Novembre 16, 2007 Scritto da Fab

 

La vita universitaria abitua a conoscere gente di provenienze e gusti diversi, pero’ sorprende sempre che nessuno fuori da Verona conosca la peara’. Per chi non lo sapesse, appunto, questa e’ un miscuglio di midollo e pane raffermo che si accompagna ai piatti di carne. Io e la Lux volevamo cucinarla ai suoi coinquilini, ma ci serviva la ricetta precisa. Sono rimasto sorpreso nel trovarla in internet. Pensavo fosse tipo la ricetta della coca cola, un segreto che si tramanda oralmente di nonna veronese in nonna veronese. Ero convinto che l’unica versione scritta di questa ricetta fosse tatuata sulla natica destra di Flavio Tosi. Invece no, su internet c’e’. E’ da un po’ che non la mangio. Mi piace molto, ma avendo io l’enorme fortuna di essere veronese solo di nascita e non di origine (ho una nonna friulana e l’altra di Avellino) non la mangio spesso. Trovo che sia una cosa positiva pero’. Se mangio la peara’ piu’ di una volta al mese mi viene voglia di prendere a forcate nel culo gli extracomunitari, o di portare un maiale a passeggio o di andare a leggere l’Arena al bar del quartiere. Se arrivo alle tre volte al mese, mi viene da andare a messa tutti i giorni e imprecare contro le piste cilcabili che impediscono il transito del mio Suv, anche se ho la Yaris. E’ un piatto che richiede un consumo attento e moderato, dunque. Voi ben sapete che l’Impero Romano e’ caduto perche’ bevevano acqua contaminata dalle tubature di bronzo e perche’ si sono convertiti al cristianesimo. Verona cadra’ per l’eccessivo consumo di peara’? Puo’ essere. Come stabilirlo? Non so, bisognerebbe prendere in considerazione veri fattori. Se vanno tutti in chiesa tutti i giorn..cazzo, questo lo fanno gia’. Allora, prendiamo altri fattori: se il sindaco uscente sara’ confermato col 98% dei voti, se un’altra alunna delle Seghetti fara’ rendere orgogliosa la citta’, se non ci saranno piu’ piste ciclabili, allora vorra’ dire che si e’ mangiata troppa peara’ e che presto i nostri figli si rifiuterano di venire al mondo nel nostro inquinato e pearico fazzoletto di chiusura mentale.

E si riparte.

Ottobre 14, 2007 Scritto da Fab

E io, come il pallone, vado verso Padova sperando non ci siano papere di Trenitalia

E si riparte per Padova. L’anno scorso la mia vita aveva un moto pendolare quotidiano; quest’anno la frequenza è diversa. Il tutto è surreale. E stranamente i momenti più stressanti li vivo qui a Verona, oltre che ovviamente durante gli spostamenti in treno, mentre il momento migliore è il martedì. Oggi invece è il giorno della discesa a Padova, nonchè il compleanno di Begia. Auguri Begia! E ciao bambini! Per i lettori di ratman: no, Begia non è transessuale. Mi andava di salutare i dodicenni che leggono il mio blog, tutto qua.
In realtà lo scopo di questo post è dirvi che ho telefonato ad Andrea Pirlo facendogli i complimenti per la *splendida* e imprendibile parabola con cui ha sorpreso l’astuto Lomaia, portiere della Georgia, ieri sera. Lui, prima di mandarmi a fanculo, ha ammesso che, allenandosi con Dida, è abituato a fare goal con tiri del genere. E bravo il Pirlo.