Glenn Hughes
Maggio 30, 2008 Scritto da Fab


Con qualche giorno di ritardo, mi ritrovo a ripensare al concerto di Glenn a Milano, concerto a cui non volevo nemmeno andare per vari motivi organizzativi. Cazzo quanto mi sono goduto! Il Music Drome di Milano (ex Transylvania) è un luogo molto piccolo, da 300 spettatori massimo, credo, ma il vantaggio è che c’è grande unità fra chi suona e chi ascolta. Certo è triste pensare che così poca gente va a questo tipo di concerti, ma ad un certo punto uno se ne frega.
Glenn Hughes, dunque. La prova vivente che l’hard rock è tutt’altro che un genere sottovetro, superato, autoindulgente, immutabile. Con Glenn Hughes l’hard rock continua ad essere un fantastico laboratorio di sperimentazione e commistione dei varii generi musicali moderni, e continua ad evolversi. Prendete una fantastica voce soul, un piglio e un approccio musicale hard rock, del blues, del r’n'b, un pò di heavy e tanto funk, nelle ritmiche, negli accordi. Prendete una grande tecnica e mischiatela con un groove e un feeling incredibile. Aggiungeteci tonnellate di divertimento, di passione. Più o meno è questo Glenn Hughes e la sua band.

La scaletta del live comprendeva ben 6 pezzi dell’ultimo album (FUNK, appena uscito. Clicca qui per vedere il singolo), e solo 2 pezzi anteriori il 2004. Questo a riprova di quanto Glenn creda in quello che sta facendo adesso. I suoi due chitarristi sono per me il simbolo del cocktail rock che Hughes ci propone. JJ Marsh è il veterano dello Hughes solista, è un chitarrista hard blues, di piglio classic rock, con un’ottima tecnica soprattutto solistica. Il più giovane Luis Maldonado è un talento poliedrico che predilige il jazz, il funk e il rock fusion, ma capace di passare in un attimo da forsennate ritmiche funky a parti solistiche ben più heavy. Sul palco questi musicisti sono divertentissimi. Si cercano, ridono, saltano, giocano, sono belli e spontanei come il rock’n'roll delle origini. Per me questo è fantastico, è il profumo della musica, è l’essere davvero fighi, è il spazzare via tutta l’inutile merda psicanalitica che viene considerata spontanea, innovativa o alternativa oggi.
foto: tratte da Glennhughes.com e scattate in vari concerti di quest’anno.



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