The FABulous Place

You can tell me it’s wrong but I love wine, women and song

Uno sguardo consapevole

Aprile 6, 2008 Scritto da Fab

Sia ben chiaro: non ritengo che Beppe Grillo abbia fatto solo del male a questo Paese. Una parte delle sua battaglie sono condivisibili ed è suo il merito di averle portate sotto gli occhi dell’opinione pubblica. E’ il metodo, sono i toni, ad essere ormai insopportabili. Una continua arringa con frasi ad effetto, poche argomentazioni e passaggi “scontati” e intoccabili, tanto consolidati fra i suoi fedelissimi quanto poco convincenti, come quelli che fa Berlusconi sulle tasse, per capirci. Il rischio di un nuovo fenomeno messianico si era visto fin da subito. La destra ha sempre avuto i suoi “Beppe Grillo”, nelle figure di Bossi e Berlusconi. E Grillo oggi, dalle pagine del Corriere, dichiara candidamente: “La Lega Nord degli albori era straordinaria: la ribellione, il federalismo, l’indipendenza (…). Era un inno alla rabbia, un pò com’è stato il V-Day. Ma poi hanno accettato la politica del compromesso”.
Rispondendo a Grillo col suo stesso stile, direi che è una vergogna, che il giornalista avrebbe dovuto dirgli “MA CHE CAZZO DICI”, che qualcuno avrebbe dovuto costringerlo a ricordarsi cos’era la Lega Nord degli albori. Un movimento para razzista, che farneticava sulla divisione dell’Italia, che riceveva i rappresentanti dell’estrema destra di tutta Europa quando facevano le loro visite in Italia, che si puliva il culo col tricolore, che istituiva milizie para militari e riti mistico-celtici, eccetera. Certo, attaccava anche lei, come Grillo ora, i palazzi della politica romani, e all’inizio pure la Chiesa, nel nome degli sprechi. Se la sua “compromissione” è stato l’accordo con Berlusconi del 2001, beh, dico, non è che avesse bisogno di entrare nel Palazzo per fare schifo. Ora farnetica sulle radici cristiane, all’epoca ce l’aveva coi terroni, la dinamica è simile e la Lega, come il fascismo, ha sempre fatto della “rabbia” la propria forza intrinseca, alternandola con una forte dimensione reazionaria. La “rabbia” scatena gli istinti bassi, si sa.

So qual è la controargomentazione dei Grillini: s”i fa della retorica, noi siamo arrabbiati e siamo duri perchè la politica è una casta di criminali che non ci ascolta”. C’è del vero. Ma Grillo non è uno come gli altri, deve essere conscio della posizione che occupa, lassù, nel suo limbo on-line. E non si dovrebbe mai, mai smettere di insegnare al paese la voglia di ragionare, di informarsi, di distinguere, di capire, di dubitare. Lo so che il popolo del V-Day si informa molto, ma le informazioni di per sè possono essere lette in molti modi diversi, come insegnano tutte le scienze sociali. Bisogna essere consci dell’impostazione che si dà, del rischio di assolutizzare alcune cose, e del modo con cui si conduce la propria azione politica. Non è un’operazione così scontata come potrebbe sembrare, potreste accorgervi che la consapevolezza di ciò che sta alla base della propria analisi e pratica politica fa cambiare completamente prospettiva. E a chi dice di informarsi sulla fedina penale dei candidati di tutti i partiti prima di votare, rispondo che lo farò sicuramente, ma che è anche necessario riflettere sugli schemi su cui ci poggiamo.

P.S. la sensazione che il movimento del V-Day fosse un movimento di “tecnici” che accumula dati ed informazioni senza fare una profonda rielaborazione degli stessi l’ho sempre avuta. E’ una caratteristica degli informatici e del mondo del web, e infatti loro venerano ideologicamente la rete.