Tipico proverbio veronese
Maggio 21, 2007 Scritto da Fab

Dialo boia
sentà su na foia
la foia se spaca
dialo boia che paca
Ripetetelo ossessivamente, alla fine troverete la soluzione ai vostri problemi esistenziali, e smetterete di essere depressi, ma diventerete tipo “Ah l’uomo che se ne va sicuro, agli altri ed a se stesso amico!“. Just like me, identico. Vacca sbrego, nevvero?
Lost in thought of Lemi..part2
Maggio 19, 2007 Scritto da Fab
Lemi per me in 4 momenti:
- Ottobre 1999. Ci si allenava sui marciapiedi intorno alle scuole Guarino. Il percorso era molto liscio, quasi un tavolo da biliardo…con 2000 buchi però. Una cosa terribile! Una sera correva anche Lemi con noi, e alla fine del secondo giro del tracciato, quando tutti si fermavano, mi disse: “Dai Fabio femo n’altro giro”. Io ero tutto gasato e correvo pieno d’orgoglio al fianco del mio allenatore, il quale a dire il vero si pentì molto presto di questa iniziativa. Lemi iniziò a contorcesi mormorando senza fiato: “Fabio rallenta che ti stanchi“, anche se io non ero affatto stanco. All’arrivo Emi cacciò un urlo tremendo e da allora ci avrebbe pensato due volte prima di mettersi a correre.
- Aprile 2000. InBasso Acquar ci sono i campionati provinciali su pista. E’ una giornata triste e piovosa. Parto, devo fare i 600m piani. Emiliano prima del via mi dice “te stai attaccato a quello davanti e poi battilo”. Dopo la partenza sono in testa. Doh, suggerimento inutile. Arrivo primo, è la mia prima vittoria! Quasi non me ne rendo conto, ma ricordo benissimo di aver guardato pieno di stupore Lemi e gli altri dopo il traguardo.
- 12 dicembre 2003. Al Pub Piocio di Marzana vado a vedere per la prima volta gli Stand! Ok, rispetto ad ora facevano pena, ma è già il tempo in cui la musica ha preso il sopravvento.
- 11 novembre 2006. La data evoca un periodo di merda, come sapete. Avevo dubbi verso tutti, non potevo affidarmi quasi a nessuno. Ci serviva un bassista per suonare con la band alle prove, quel sabato sera. Lemi in msn mi dice: “vengo io!”. Non sono state (per colpa nostra, non sua) delle prove tecnicamente brillanti, ma le ricordo in modo estremamente positivo, mi tirarono su di morale in un momento orribile. Suonare con Emi è meraviglioso!!! E’ stata la degna conclusione di quella parabola che era iniziata sette anni prima…fantastico!
N.B. Ovviamente è escluso l’episodio di Stairway to Heaven sulla tangenziale est, di cui ho già parlato in precedenza…
Lost in thought of Lemi… part1
Maggio 18, 2007 Scritto da Fab

Questi giorni sono affollati da compleanni importanti! Oggi Lemi compie 30 anni, e tra l’altro ora si trova in Sicilia e quindi chissà quando leggerà questo post! Cosa è stato Emiliano per me? Da un punto di vista tecnico, per chi non conoscesse la storia, è stato uno dei miei due allenatori di atletica, per quasi tutti i 7 anni in cui ho praticato questo sport al Gruppo Sportivo Guarino. Non è facilissimo spiegare come, proprio a partire da questo ruolo, lui abbia segnato così profondamente tutta la mia adolescenza. Molto dipende dalla struttura del Gs Guarino, società molto piccola, quasi una seconda famiglia per molti, e dal ruolo degli allenatori, che lavoravano gratis in nome dell’affetto per la squadra e della passione. La mia vicenda e quella di Emi sembrano speculari: dieci anni netti ci dividono, 1977-1987: lui correva al Guarino nei primi anni ‘90, anni d’oro per la nostra società, distinguendosi per la sua dedizione e fedeltà più che per i risultati ottenuti (comunque discreti). Verso la fine degli anni ‘90 la squadra era striminzita e attendeva nuova linfa. Fu allora che arrivò la mia “generazione”, e il boom di iscrizioni richiedeva un nuovo allenatore che affiancasse il vecchio Lino. Ricordo come fosse ieri quel 5 ottobre del 1999, quando con tutte le paure di un dodicenne timido e introverso andai al mio primo allenamento di atletica. Nel cortile delle scuole Guarino incrociai questo ragazzo di ventidue anni, a bordo di una bicicletta, che mi disse “Sì è qui il corso di atletica, io sono l’allenatore”. Fino ad allora avevo avuto un rapporto terribile con gli allenatori: ma lì, in un secondo, capii che con lui sarebbe stato tutto diverso. Solo tempo dopo avrei saputo che anche per lui quel giorno rappresentava un esordio: il suo primo giorno da allenatore, dopo molti anni in cui si era preoccupato solo di correre. Perchè Lemi non aveva nulla più di me, non aveva studiato per allenare, vendeva semplicemente la sua esperienza di atleta…l’unica differenza era che io ero all’inizio della storia, e lui alla fine. I miei primi anni di atletica hanno visto in lui il mito e simbolo indiscusso della mia euforia di non-ancora-quindicenne. Quante cose scoprivamo in lui! E avevamo un bisogno spasmodico di parodizzarlo, di imitarlo, anche di prenderlo in giro…il suo umorismo splendido, la sua Renault 5, il fatto che cantasse, la sua pigrizia fisica, sono tutti elementi che noi rovesciavamo parodizzandoli: ne usciva una macchietta, un personaggio da fumetti che costringeva i suoi atleti a spasmodiche fatiche (nulla di più falso) mentre lui cazzeggiava. Nel corso degli anni, in seguito alla mia crescita, alla mia uscita dall’orbita caciarona delle medie e al mio rapporto sempre più stretto con l’ambiente delle Guarino, io avevo smesso, da un punto di vista tecnico, di avere bisogno di Lemi come allenatore. Lui era sempre un punto di riferimento con cui confrontarsi, ma in modo più critico e profondo: è importantissimo e formativo trovare le differenze fra te e una persona con una storia potenzialmente simile. Rock, suonare musica, filosofia, politica…in quante cose mi sono confrontato con Lemi ricevendo spesso degli input fondamentali, in questi allenamenti ambigui in cui non avevo bisogno di lui per gli esercizi di atletica, ma per parlare di tutto e di più…
Continua nel prossimo post…
Jack19°
Maggio 16, 2007 Scritto da Fab

Il 17 maggio di 19 anni fa venne al mondo quest’uomo. Devo dire che volevo fare un post assai figo e dunque avevo cercato in internet avvenimenti accaduti quel 17 maggio dell’88. Purtroppo non ho trovato nulla, se si esclude il riassunto della puntata del 17/05/1988 di un telefilm che andava in onda in Germania. Lasciamo perdere e parliamo di Jack! Vedete, c’è una cosa che rende unica questa persona, e mi ha sempre stupito: l’affetto incondizionato che lui nutre per le persone che gli stanno intorno, anche quando ci sono dissidi e divisioni. Diventare suo amico e’ stato un percorso particolarissimo e incredibile per me, anche perchè non avevo mai avuto un grande amico (piuttosto molte amiche) ed ero un pò scettico verso un’amicizia stretta fra maschi. Ma questo figone mi ha conquistato in tempi brevissimi…In onore del suo compleanno gli dedico ovviamente una certa canzone dei Queen! Che banale, direte voi. Chi lo dice sa di esserlo, rispondo io. L’anno prossimo, per il jack20th, vado a suonargliela sotto casa, ok?
[youtube=http://www.youtube.com/watch?v=Wdt5QwssWY4]
Idee sbagliate
Maggio 14, 2007 Scritto da Fab

Voglio ancora una volta ribadire un concetto che spesso sfugge. Nel 2007 non possiamo considerare la politica come un pianeta con due estremi, estrema destra e estrema sinistra, per cui più si va verso il centro più si trova moderazione. Questo poteva essere vero nella prima metà del ‘900, periodo in cui le forze cattoliche sembravano conciliare una visione economica liberista con un’attenzione per i poveri presa dalla “sinistra”, e in seguito parevano mediare fra fascismo e comunismo (di fatto preferendo il primo).
Non serve una laurea in sociologia o scienze politiche (che non serve comunque) per notare come l’attuale “centro” italiano assuma spesso posizioni “estremiste” su alcuni temi (famiglia, rapporti con la Chiesa, ecc). Se per “moderazione” intendiamo la mediazione fra idee diverse, su questi troviamo più moderazione spostandoci a destra e a sinistra. Tanto per intenderci, Fini e Fassino sono sicuramente più aperti di Casini e Mastella su questi temi.
Ma anche questo discorso è potenzialmente sbagliato e falsificabile. Questo perchè l’”estremismo” si annida potenzialmente ovunque, io sono un estremista nella misura in cui ritengo che la democrazia repubblicana sia l’unica forma di governo auspicabile, lo stato è estremista nella misura in cui difende la propria esistenza come valore assoluto, è estremista Locke quando dice che lo stato è legittimato ad esistere solo se garantisce i diritti primari. Certo, alcuni estremismi sono più difficili da individuare, perchè la società ci fa apparire alcune cose come “normali” e “scontate”. Questa non è una riproposizione del marxismo, perchè non ritengo affatto che nella storia contino solo i rapporti di produzione.
Certamente la seconda parte delle mie riflessioni portano ad un discorso-limite, che rischia di sfociare nel relativismo assoluto. Quello però a cui tenevo è il cercare di spiegare che non dobbiamo fermarci alle apparenze, alle etichette, ma riflettere sempre sul concetto di estremo e moderato.

