Lost in thought of Lemi… part1
Maggio 18, 2007 Scritto da Fab

Questi giorni sono affollati da compleanni importanti! Oggi Lemi compie 30 anni, e tra l’altro ora si trova in Sicilia e quindi chissà quando leggerà questo post! Cosa è stato Emiliano per me? Da un punto di vista tecnico, per chi non conoscesse la storia, è stato uno dei miei due allenatori di atletica, per quasi tutti i 7 anni in cui ho praticato questo sport al Gruppo Sportivo Guarino. Non è facilissimo spiegare come, proprio a partire da questo ruolo, lui abbia segnato così profondamente tutta la mia adolescenza. Molto dipende dalla struttura del Gs Guarino, società molto piccola, quasi una seconda famiglia per molti, e dal ruolo degli allenatori, che lavoravano gratis in nome dell’affetto per la squadra e della passione. La mia vicenda e quella di Emi sembrano speculari: dieci anni netti ci dividono, 1977-1987: lui correva al Guarino nei primi anni ‘90, anni d’oro per la nostra società, distinguendosi per la sua dedizione e fedeltà più che per i risultati ottenuti (comunque discreti). Verso la fine degli anni ‘90 la squadra era striminzita e attendeva nuova linfa. Fu allora che arrivò la mia “generazione”, e il boom di iscrizioni richiedeva un nuovo allenatore che affiancasse il vecchio Lino. Ricordo come fosse ieri quel 5 ottobre del 1999, quando con tutte le paure di un dodicenne timido e introverso andai al mio primo allenamento di atletica. Nel cortile delle scuole Guarino incrociai questo ragazzo di ventidue anni, a bordo di una bicicletta, che mi disse “Sì è qui il corso di atletica, io sono l’allenatore”. Fino ad allora avevo avuto un rapporto terribile con gli allenatori: ma lì, in un secondo, capii che con lui sarebbe stato tutto diverso. Solo tempo dopo avrei saputo che anche per lui quel giorno rappresentava un esordio: il suo primo giorno da allenatore, dopo molti anni in cui si era preoccupato solo di correre. Perchè Lemi non aveva nulla più di me, non aveva studiato per allenare, vendeva semplicemente la sua esperienza di atleta…l’unica differenza era che io ero all’inizio della storia, e lui alla fine. I miei primi anni di atletica hanno visto in lui il mito e simbolo indiscusso della mia euforia di non-ancora-quindicenne. Quante cose scoprivamo in lui! E avevamo un bisogno spasmodico di parodizzarlo, di imitarlo, anche di prenderlo in giro…il suo umorismo splendido, la sua Renault 5, il fatto che cantasse, la sua pigrizia fisica, sono tutti elementi che noi rovesciavamo parodizzandoli: ne usciva una macchietta, un personaggio da fumetti che costringeva i suoi atleti a spasmodiche fatiche (nulla di più falso) mentre lui cazzeggiava. Nel corso degli anni, in seguito alla mia crescita, alla mia uscita dall’orbita caciarona delle medie e al mio rapporto sempre più stretto con l’ambiente delle Guarino, io avevo smesso, da un punto di vista tecnico, di avere bisogno di Lemi come allenatore. Lui era sempre un punto di riferimento con cui confrontarsi, ma in modo più critico e profondo: è importantissimo e formativo trovare le differenze fra te e una persona con una storia potenzialmente simile. Rock, suonare musica, filosofia, politica…in quante cose mi sono confrontato con Lemi ricevendo spesso degli input fondamentali, in questi allenamenti ambigui in cui non avevo bisogno di lui per gli esercizi di atletica, ma per parlare di tutto e di più…
Continua nel prossimo post…

