The FABulous Place

You can tell me it’s wrong but I love wine, women and song

The meeting (part2)

Dicembre 20, 2006 Scritto da Fab

Ed eccoci alla seconda e ultima puntata della nostra Luxica serie. Avrei potuto non esserci, causa il crudele morbo influenzale che mi dilania, ma come diceva lo zio Freddie, The show must go on (e questo ci riporta ad Emiliano..come vedete tutto quadra, amici miei)..

Ed ecco la seconda parte del racconto composto due anni fa da una che ora è in un treno stra colmo con i piedi bagnati!

I gruppi, nel ritirarsi dietro le quinte, mostrano reciproca solidarietà e si scambiano impressioni, confidenze, grammi di coca e giudizi sui rutti. A volte anche le groupies. Occhiate scorrono sui visi tutto sommato indifferenti e resi distanti dall’erba. Gli sguardo si incorciano e scivolano tra loro in sereno relax.

Ma una scintilla sembra scoccare fra 2 musicisti. Lo sguardo dell’uno colpisce ed incontra quello dell’altro, con tale intensità da impressionare il vecchio Tiziano Ferro che commenta “però dimmi come questo può finireeee”. Forse solo LUI sa perché. (lui è Roberto Pianta). Ecco che Emiliano Q. si alza,imperioso, lo sguardo magnetico fisso in quello di Damiano M. , che, pur non avendolo mai visto, sembra comunicare astio e sfida. Emiliano si avvicina a passi lenti, cadenzati (tipo Seven Nation Army) al ragazzo che non si muove dalla sua sedia e che stringe convulsamente la sua Guinness (God Bless Ireland)  fino a farsi sbiancare le nocche, ma non si alza. Di fronte, si squadrano e d’un tratto capiscono: sono gli Antipodi, l’Alfa e l’Omega, il Sociale e l’Antisociale (doh Guccini), il Rock e il Roll, lo Stairway e l’Highway, lo Scazzo e la Tecnica, l’Accompagnamento e l’Assolo, i Beatles e i Deep Purple, la Materia e l’Antimateria, insomma…sfoderano le mannaie. Nell’aria sembra risuonare l’urlo vichingo di Immigrant Song. In realtà è Britney che si è rotta un’unghia mentre cercava di aprirsi la coca cola. Ma vabè, faceva figo. Un lampo di luce avvolge la sala, mentre la scritta fosforescente sulla maglietta dell’Emi (“too many days and nights”) scompare nel brillio generale. Damiano M. spezia il silenzio con un tono di voce pacato, ma fremente di attesa ansiosa: “allora… in sostanza ..ho assistito alla tua esibizione…ritieni dunque tu di essere in grado di suonare?”.

Emi ribatte, con solennità: “Mah..beh…metti che…suono un casino, soprattutto il campanello. E comunque, i move over (cit)..Perchè sai, quando abbiamo passato le colline di Poiano…”. In quel mentre parte l’attacco inconfondibile di Somebody To Love e, mentre Emiliano esulta, Damiano urla di dolore. Un vortice li avvolge entrambi ed essi vengono risucchiati in un buco nero temporaneo..per l’eternità.

E le ultime note risuonano: “però dimmi come questo può finireeee!”