Here they Stand
Novembre 4, 2006 Scritto da Fab
Un saluto e un’ode agli Stand che ieri hanno tenuto bene banco al pub Mc Leod’s, a San Bonifacio. Siamo arrivati in 3, noi fans Guarini: la Anna (che guidava), io, e il Gugo. Qualche difficoltà ad orientarci a San Bonifacio ma grazie ad una spontanea e quanto mai tempestiva (no comment, amici) iniziativa del Gugo, troviamo il Pub. Il concerto si apre con qualche canzone del progetto solista di Emiliano: Eddie Rhodes, musicista acustico. Poi vie le acustiche, dentro il rock and rolle degli Stand che si apre, come io stesso avevo suggerito all’Emi l’altroieri in messenger (mi odierà per questa cosa) con Alright, fatta in una nuova versione più dura. Quindi scorre tutto il repertorio nuovo e vecchio degli Stand, con incursioni in varii generi (funky in Funky of July, rock pop ballad in Waiting for the sunset e Seventh Wave, hard rock in Play it Louder e Hundred Miles, quasi ska in Valentine, e super bluesaccio in One Night Stand )…
Che dire degli Stand? C’è Lemi, che canta, suona il basso (con qualche svarione ogni tanto ma va beh), si danna sul palco ed è ovviamente il frontman e l’immagine della band! Poi c’è la new entry, Andrea, alla chitarra, che se la cava bene…quindi l’anima della band, il Piuba, alla chitarra ritmica e al flauto (penso traverso)…poi c’è Toni The Drummer, sempre granitico mentre “picchia come un fabbro”, e infine quello che è davvero il valore aggiunto degli Stand cioè Dario, tastierista, maestro di musica, maestro di arrangiamenti, metronomo, ecc ecc…Ieri sera l’ho sentito meno rispetto al solito ma la sua presenza è indispensabile (anche se secondo me in alright l’assolo di tastiere non ci sta!).

