Nebbia
Ottobre 26, 2006 Scritto da Fab
Nascondi le cose lontane,
tu nebbia impalpabile e scialba,
tu fumo che ancora rampolli,
su l’alba,
da’ lampi notturni e da’ crolli,
d’aeree frane!
Nascondi le cose lontane,
nascondimi quello ch’è morto!
Ch’io veda soltanto la siepe
dell’orto,
la mura ch’ha piene le crepe
di valerïane.
Nascondi le cose lontane:
le cose son ebbre di pianto!
Ch’io veda i due peschi, i due meli,
soltanto,
che danno i soavi lor mieli
pel nero mio pane.
Nascondi le cose lontane
Che vogliono ch’ami e che vada!
Ch’io veda là solo quel bianco
di strada,
che un giorno ho da fare tra stanco
don don di campane…
Nascondi le cose lontane,
nascondile, involale al volo
del cuore! Ch’io veda il cipresso
là, solo,
qui, quest’orto, cui presso
sonnecchia il mio cane.
No! No! No, caro il mio vecchio Gianni Pascoli. Non puoi fuggire da tutto, la vita non è starsene nel nido! La nebbia…la nebbia è la domanda…la nebbia è il dubbio…suggerisce un’idea di silenzio e pace, ma anche una sorta di alone di minaccia, di morte. Nella nebbia non riusciamo a vedere bene le cose, le scopriamo poco a poco, e quindi ci approcciamo con uno spirito nuovo alla realtà…verifichiamo quanto davvero conosciamo le cose…

