The FABulous Place

You can tell me it’s wrong but I love wine, women and song

Locandina

Ottobre 23, 2006 Scritto da Fab

 Allora, io non ne posso più delle locandine dell’Arena…ritengo che un esempio di più basso livello giornalistico sia difficile da trovare. Ogni giorno per guardare le locandine dell’Arena situate strategicamente ai cigli della strada, molti automoblisti e ciclisti sono indotti a distarsi dalla guida e a rischiare il fatale incidente…appare probabile che sia proprio una strategia organizzata dal quotidiano veronese stesso, in quanto queste locandine, come voi tutti potete bene notare, parlano di:

  • “rientra dalla gita in bici, travolto e ucciso” (oggi)
  • “emergenza aviaria, pericolo anche a Verona” (ma dove?)
  • “Omogeneizzati avvelenati anche nei supermercati di Verona” (eh quanti neonati morti)
  • “Finanziaria, la stangata sulle famiglie veronesi” (robe che neanche “la Padania”..)
  • “Rischia di essere violentata a 14 anni”
  • “Minacciata e aggredita da degli extracomunitari”

e così via con questi toni catastrofici che sembrano suggerire che anche noi siamo destinati ad andare incontro a tali catastrofi. Ora, Verona è sempre stata una città moderata. Questi sono toni da giornale di estrema destra. Una volta l’Arena e le sue locandine non erano così. Ora scriverò una mail al quotidiano veronese per protestare, perchè davvero non ne posso più. Capisco cheil pubblico del giornale posso essere di un certo tipo (persone anziane preoccupate per questi problemi), ma ci sono modi e modi di dare le notizie, anche quelle di cronaca.

12 Commenti to “Locandina”

  1. Lemi Says:

    Son d’accordo ma a Verona funziona così, purtroppo.
    Essendo, che sfortunatamente (per l’Arena) non succede sempre il fatto eclatante, bisogna inventarseli o ingigantire piccole vaccate.
    Poi ricordiamo qual’è il target dell’Arena…Mica giovani…
    Soprattutto non sopporto quando accade qualcosa nel mondo e si trova che a Verona c’è uno che conosce lo zio del nipote dell’amico di uno che c’è stato e lo si va ad intervistare…

    In ogni caso se passi da Trento dà un occhio alle locandine dell’adige.
    La magari non son catastrofisti ma rasentano talvolta il ridicolo…

  2. z3ro Says:

    Purtroppo tutto il mondo dell’informazione è governato dalla politica. E non parlo di quotidiani locali come L’Arena ma anche di testate nazionali. E’ giusto che ogni fazione politica abbia la sua “testata” ad esempio Il Manifesto ma non è possibile che non ci sia nè un giornale nè un telegiornale super partes.

    Viviamo nell’era della comunicazione ma la comunicazione stessa è involuta e si sta autodistruggendo.

  3. dissociata Says:

    più che altro è un elemento di manipolazione mica da scherzo… chi regge l’informazione fa credere alla gente quello che vuole…

  4. Anna Says:

    Ma porcocane…un giorno vi spiego un paio di cose.

  5. Anna Says:

    e non è che io difenda le locandine, anche perché non è che si mettano in comunità a farle. Scaturiscono dalla mente di un uomo solo, e che oltretutt non ha nulla a che fare con me.

  6. the fab one Says:

    anna lo so e non intendo dire che tutti i giornalisti dell’arena sbaglino! Sbaglia chi ha il potere di indirizzare il giornale

  7. giogi Says:

    io mi ero portato a casa quella che diceva quando arvedi ha comprato l’hellas asd

  8. giuli Says:

    oddio!
    io ci ho appena fatto un compito su queste robe!
    è tutta colpa dei titolisti e del comitato di redazione

  9. begia Says:

    Beh è ovvio che i giornalisti ricercano sempre l’impatto sul pubblico, e spesso lo fanno in maniera eticamente scorretta: basta vedere le interviste ai familiari di persone assassinate o quant’altro, che rasentano l’indecenza… Il giornalismo è molto scaduto in Italia, molto…

  10. bretek Says:

    Muahahaha l’arena e i suoi allarmismi…mi ricorda il comico di zelig che diceva “ATTENTATO!!! SI TRATTA DI ATTENTATO!!!”

  11. the fab one Says:

    esatto bretek…comunque ha ragione giuli…capisco siano giornali che vivono di cronaca. Ma sfociare regolarmente nella xenofobia e nel catastrofismo è una scelta politica, che dipende da un gruppetto di giornalisti

  12. giuli Says:

    si chiama informazione politicomilitante e informazione spettacolo,attirano le masse sfruttando l’ignoranza del pubblico!

    non avrei mai detto che quelle ore di banalità sarebbero servite

Lascia un commento